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INCONTROCAMPO PRESENTA: ANCORA UN GIORNO

Un film di Raúl de la Fuente, Damian Nenow

COMBATTERE CON LE PAROLE

Colonialismo, telescrivente: parole lunghe e desuete, residui di un’epoca in cui le distanze erano, o sembravano, molto più ampie, e nella quale era, o sembrava, molto più facile riconoscere amici e nemici. Ma nel caos della guerra civile in Angola, nel 1975, il reporter Ryszard Kapuscinski scopre che, a un primo sguardo, è impossibile distinguere i membri delle fazioni in lotta: scegliere l’appellativo col quale rivolgersi a loro è come affidare la propria sorte a una moneta. È il caso a decidere tra la vita e la morte.
Lezione familiare, per chi è cresciuto sotto i bombardamenti aerei, formando la sua comprensione del mondo attraverso l’esperienza della guerra. È quell’esperienza, l’empatia verso le sofferenze dei popoli, l’urgenza di raccontare la loro storia, ad averlo spinto laggiù. Dove la (presunta) neutralità del giornalista cede il posto alla nozione del reporter come testimone: figura il cui coinvolgimento può essere casuale, ma che nondimeno è chiamata ad assumersi la responsabilità di quanto ha visto, e agire di conseguenza.
La fusione di animazione e riprese dal vivo si rivela essenziale alla riuscita di Ancora un giorno, permettendo agli autori di tradurre in immagini d’immediato impatto quella confuçao che sintetizza in una parola il disordine sociale, politico, morale di quei giorni e quei luoghi: tasti che saltano in aria, oggetti distrutti, corpi che si dissolvono -frammenti di una realtà disgregata, che solo la forza della parola può provare a tenere insieme.

ANCORA UN GIORNO è in programmazione a Lanciano all'interno della Rassegna Incontrocampo 

Spettacoli:
Lunedì 25 novembre ore 18:30 e 21:15
Martedì 26 novembre ore 20:30


INCONTROCAMPO PRESENTA: RICORDI?

Un film di Valerio Mieli

A SPASSO NEL TEMPO

Panta Rei. Carpe Diem. La vita è adesso. I filosofi d’ogni epoca e ogni luogo concordano: dobbiamo vivere nel presente, perché solo il presente è reale. Ma il flusso del tempo è sempre agitato dai ricordi, segnali disturbati e mai perfettamente decifrabili, o attendibili, del passato. In questo turbinio, l’unica àncora, l’unico vero appiglio al presente, sono le sensazioni: il soffice manto bianco di un cane, la granulosità della sabbia, il vapore di una fonte termale, il profumo della persona amata. Tempi e luoghi si accavallano e si stratificano, come se ogni istante fosse il riepilogo e la somma di tutti i precedenti: in ogni bacio ci sono tutti i baci che abbiamo dato, in ogni umiliazione tutte le umiliazioni che abbiamo ricevuto. I due personaggi principali non hanno un nome, ma non ne hanno bisogno: la loro storia è universale. Ogni rapporto ci dà la facoltà di riplasmare l’altra persona, i suoi ricordi, la sua vita. Fino alla temuta, inevitabile domanda: perché non siamo più (felici) come una volta? Dietro il suo aspetto minimalista, nell’esplorare gli abissi frastagliati della memoria Ricordi? si rivela uno dei più ambiziosi film italiani del decennio -e uno dei più belli. L’opera seconda di Valerio Mieli dialoga con modelli altissimi, letterari (Proust, Joyce) e cinematografici (L’anno scorso a Marienbad, Gondry), e trova un tono romantico-elegiaco che i due attori, Luca Marinelli e Linda Caridi, incarnano in volti ed emozioni raramente così convincenti, intensi, reali.

 

"Ricordi?" è in programmazione a Lanciano all'interno della Rassegna Incontrocampo 

Spettacoli:
Lunedì 18 novembre ore 18:30 e 21:15
Martedì 19 novembre ore 20:30


INCONTROCAMPO PRESENTA: VOX LUX

Un film di Brady Corbet

NON SONO SOLO CANZONETTE

    Se Dio vuole non siamo più ai tempi della Scuola di Francoforte, e dunque oggi possiamo riconoscere senza imbarazzo alla cultura pop la capacità di riflettere e rielaborare i traumi della modernità, le sue grandi e piccole fratture (quante canzoni parlano di amori finiti?). Le emozioni che essa suscita non sono meno vere, o intense, per il solo fatto di essere state programmate e indotte dai suoi autori: l'arte non è, comunque e sempre, manipolazione?
    L'ascesa al successo di Celeste, sopravvissuta a una strage scolastica, avviene grazie alla sua capacità di saldare lutto privato e lutto pubblico: ma le cuciture rimangono ben visibili, e la figura che ne emerge è un insieme di frammenti ognuno dei quali riflette un'immagine diversa, come i lustrini della maschera indossata nel video di “Hologram” (a proposito di proiezione...), e che verrà cooptata dagli autori di un attentato terroristico.
    La provocatoria opera seconda di Brady Corbet traspone ed espone questa frattura su ogni piano: narrativo (la divisione della storia in due atti), sonoro (il contrasto tra i brani pop di Sia e l'austero score avanguardista di Scott Walker), e visivo, descrivendo un personaggio platealmente “costruito” (dalle tragedie, dalla forza di volontà, dall'industria discografica, dai fan) usando uno stile dai forti tratti documentaristici (la voce fuori campo, i filmati amatoriali, le riprese in alta definizione del concerto), con un effetto straniante, respingente e insieme sinistramente persuasivo.

"Vox Lux" è in programmazione a Lanciano all'interno della Rassegna Incontrocampo 

Spettacoli:
Lunedì 11novembre ore 18:30 e 21:15
Martedì 22 novembre ore 20:30 (versione originale con sottotitoli in italiano) 

Collettivo Cinema Sala4


INCONTROCAMPO PRESENTA: GRANDI BUGIE TRA AMICI

Un film di Guillaume Canet

RIPORTARE TUTTO A CASA    

    Nous finirons ensemble
, promette il titolo originale. It's all over now, Baby Blue, replicano i Them sui titoli di testa. È il sentimento della fine, che domina questo film, perfino al di là delle sue intenzioni: la speranza di un lieto fine ancora da conquistare (ma da rinviare il più a lungo possibile: da cui la durata, insolitamente estesa), e il timore che la fine sia già arrivata, e che nessuno abbia il coraggio di accettarlo, tanto meno di dirlo. Meglio una bugia, forse.
    Ma qualcosa è già finito con la morte di Ludo, nel precedente Piccole bugie tra amici. La sua ombra si somma a quelle che negli anni si sono posate sui personaggi, ognuno col proprio carico di insoddisfazioni e tensioni, da evocare ed esorcizzare collettivamente nella casa al mare di Max. Dove tutti sono stati felici, e dove tutti ritornano, ma che sta per essere venduta: sarà dunque lo stesso Max a decidere se liberarsene (liberarli?), o se invece rimandare, ancora una volta, la conclusione.
    Risate, liti, balli, bevute, accuse, riconciliazioni: il clima di complicità tra gli attori è palpabile, anche perché a dirigerli è uno di loro, Guillaume Canet. Che, lavorando con un cast formato dai più noti interpreti francesi, sceglie di giocare sul sicuro, consegnando interamente il film nelle loro mani: in primis quelle di François Cluzet, che nel ruolo di Max regala una performance insolitamente fisica, corporea -perché è pur sempre una commedia, in fondo. (Il film, o la vita: scegliete voi.)

"Un'altra vita" è in programmazione a Lanciano all'interno della Rassegna Incontrocampo 

Spettacoli:
Lunedì 28 ore 18:30 e 21:15
Martedì 29 ore 20:30 (versione originale con sottotitoli in italiano) 

Collettivo Cinema Sala4


INCONTROCAMPO PRESENTA: UN'ALTRA VITA - MUG

Un film di Małgorzata Szumowska

IL VOLTO EMPIO

Cosa è diventata, e dove guarda, la Polonia? Lo scopriamo molto prima di arrivare alla fine, con un Cristo eternato nella posa meno cristiana possibile -è dunque lui, o per meglio dire la Polonia contemporanea, di cui la gigantesca statua è fiero simbolo, il vero Anticristo. Non certo Jacek, giovane operaio additato variamente come satanista, per via della sua passione per i Metallica, e come pecora nera della famiglia, per il desiderio di lasciare la patria.

È il volto della Polonia, a essere irriconoscibile: non certo il suo. Mugshot, in inglese, vale "foto segnaletica": e certamente nello sguardo della regista c'è l'intenzione di fotografare e denunciare i reati di un paese reazionario, retrogrado, meschino, nel quale a Natale ci si scambiano frecciate sotto forma di auguri (ma spezzando un'ostia) e si va a Messa dopo aver passato la sera a raccontare barzellette razziste; di osservarlo dritto negli occhi, di rivelargli tutta la sua vacuità, la sua ridicola disumanità.

E noi, dove guardiamo? Neppure lo sguardo dello spettatore è davvero libero: Szumowska sceglie spesso di sfocare i bordi, o anche porzioni più ampie, dell'inquadratura. Neppure noi siamo immuni dal pericolo di non riuscire a vedere al di là dei nostri confini. Come invece riesce a fare Jacek, e per un po' anche la sua fidanzata Dagmara: almeno per il tempo di un paio di scene, accompagnate dal capolavoro indiscusso del romanticismo tamarro (ossia: sconfinato), "L'amour toujours".

"Un'altra vita" è in programmazione a Lanciano all'interno della Rassegna Incontrocampo 

Spettacoli:
Lunedì 28 ore 18:30 e 21:15
Martedì 29 ore 20:30 (versione originale con sottotitoli in italiano) 

Collettivo Cinema Sala4
 


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