Siamo lieti di annunciarvi la tredicesima edizione di Incontrocampo, in programma dal 5 ottobre al 23 novembre ogni lunedì presso il CiakCity di Rocca San Giovanni. Il primo spettacolo, doppiato in italiano, è alle 18:30, mentre il secondo, in lingua originale con sottotitoli, è alle 21.
Il cartellone idealmente si può dividere in due metà (o, se volete, in due tempi), date le corrispondenze tematiche o stilistiche esistenti tra i primi quattro film e i secondi quattro.
Ci è sembrato doveroso aprire questa edizione con uno dei più begli omaggi al cinema visti negli ultimi anni, Nouvelle Vague, in cui Richard Linklater rende omaggio a uno dei film più importanti di sempre, raccontando la lavorazione di Fino all'ultimo respiro di Jean-Luc Godard. L'intreccio tra arte e vita, da un'angolazione più contemporanea e drammatica, è al centro anche di Yellow Letters di İlker Çatak, film vincitore dell'Orso d'Oro all'ultimo festival di Berlino, nel quale il regista, già candidato all'Oscar per La sala professori, mette in scena la storia di due artisti turchi vittime della censura da parte delle autorità locali.
Altri due film si focalizzano invece sulla figura di un assassino, chiamando in causa le ragioni del suo gesto ma anche, se non soprattutto, il clima politico e sociale nel quale i delitti sono stati commessi: François Ozon riporta al cinema, sessant'anni dopo Visconti, uno dei capolavori del Novecento letterario, Lo straniero di Albert Camus, mentre Serpenti di Roberto De Paolis, film rivelazione dell'ultima mostra di Venezia, ricorre a un'audace commistione di dramma e commedia dell'assurdo, nata dalla penna dei fratelli D'Innocenzo, autori della sceneggiatura.
All'incrocio fra thriller esistenzialista e commedia nera si collocano altri due titoli: Se solo potessi ti prenderei a calci di Mary Bronstein è il ritratto di una donna (e madre) sull'orlo di una crisi di nervi, interpretata da una magnifica Rose Byrne (candidata all'Oscar per questo ruolo), a metà strada tra il primo Polanski e i fratelli Safdie; mentre Good Boy del polacco Jan Komasa (già autore del premiatissimo Corpus Christi) è una beffarda parabola morale che evoca tanto Arancia Meccanica quanto Lanthimos (quello di Dogtooth, ad esempio).
Gli affetti e le tensioni famigliari sono invece il fulcro tematico dei film che chiudono la prima e la seconda parte della rassegna: Sheep in the Box vede il maestro giapponese Hirokazu Kore'eda (Un affare di famiglia, L'innocenza) alle prese con uno spunto fantascientifico (una coppia adotta un androide dalle sembianze infantili) per ragionare sui temi del lutto e della memoria, mentre in L'amore che rimane l'islandese Hlynur Pálmason (A White, White Day, Godland) racconta il difficile processo di separazione di una coppia con tre figli in uno stile che fonde mirabilmente toni quasi documentaristici e slanci lirici, non senza una sana dose di humour scandinavo.
Il costo del biglietto per il singolo film è di €6,50 mentre quello per l'abbonamento 8 film è di €36 (€4,50 a biglietto). Come sempre, è possibile utilizzare Cinepass premium, Carta del docente e Bonus Cultura.
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